OKSANA KARTAVTSEVA (SANNAKART)

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Nasce a Kiev (Ucraina) nel 1966 in un ambiente in cui le arti sono il pane quotidiano: fra i suoi famigliari ci sono scrittori, pittori, scultori, architetti… Nessuna meraviglia che per Oksana dipingere sia sempre stata un’inclinazione naturale.

Nel 1988-89 frequenta i corsi di Industrial design e grafica  alla Scuola di Design di Kiev; in seguito, verso la fine degli anni ’90, sperimenta l’acquerello, ma più tardi interrompe l’esperienza pittorica  per dedicarsi al marketing e alla pubblicità e impegnarsi nella professione.

Ma l’istinto di creare, di dipingere, alla fine ha il sopravvento: nel maggio 2013 Oksana Kartavtseva lascia il suo lavoro, segue corsi di specializzazione tenuti da maestri famosi e decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

La sua tecnica preferita è l’olio su tela. Non riesce a smettere di dipingere: ciò che vede e le persone che ama, i luoghi in cui è stata o quelli che desidera visitare. Da qualche tempo si è innamorata di Tenerife e ora dipinge  numerosi paesaggi e soggetti diversi ispirati a quest’isola meravigliosa.

Nel corso degli ultimi tre anni ha dipinto circa 150 quadri, realizzato due mostre personali e partecipato a quattro collettive. Le sue opere si trovano in collezioni private in Ucraina, Repubblica Ceca, Polonia e in un museo di Kiev.

La tavolozza di Oksana è satura e brillante, la sua pennellata larga e spessa, densa di materia e di significato. Ad una prima occhiata il colore colpisce per la sua intensità fino a risultare quasi fastidioso quando i contrasti si fanno aspri e  stridenti. Quasi richiamano gli effetti un po’ kitsch di certi cartelloni pubblicitari che fiancheggiano le strade, e il pensiero corre alla “vita passata” della pittrice. Ma la ragione è assai più sofisticata di questa automatica associazione:  l’approccio al colore di Oksana non è inesperto né naïf; al contrario, l’artista fonde la forza comunicativa del colore dei pittori post-impressionisti e delle avanguardie al suo senso innato per l’essenza più profonda del colore stesso.  Benché la competenza tecnica sia la cosa più importante per l’artista, l’osservatore si rende conto solo poco a poco di quanto Oksana conosca e sappia padroneggiare le tecniche e gli stili dei grandi Maestri del passato; si rivolge al Divisionismo quando deve dipingere l’acqua e i suoi riflessi, al Surrealismo quando cerca di comunicare il suo sentire davanti alle straordinarie luci e ai colori dei paesaggi di Tenerife, alla Pop Art quando dipinge  un ritratto. Padroneggia la forma e la sua struttura così come lo spazio e la prospettiva, ma è il colore l’elemento che fonde ogni altro in armonia, poiché l’occhio dell’artista guarda il mondo in un modo diverso, molto più profondo, ben al di là delle leggi fisiche della natura; e attraverso gli occhi di Oksana possiamo anche noi scoprire questo spirito metafisico della natura.